La Commissione giudicatrice della XXII edizione del Premio Letterario Vittorini, composta da Antonio di Grado (Presidente), Edoardo Esposito, Enzo Papa, Domenica Perrone, Daniela Sessa, Marina Valensise e Sarah Zappulla Muscarà, riunitasi il 28 giugno, ha scelto la terna delle opere finaliste tra le quali, il 9 settembre la stessa Commissione, col voto aggiunto del Comitato studentesco e del Circolo dei lettori, sceglierà l’opera vincitrice di questa edizione.


Maria Grazia Calandrone, Dove non mi hai portata (Einaudi) Abbandonata a otto mesi su un prato di Villa Borghese, cinquant’anni dopo Maria Grazia Calandrone va alla ricerca dei suoi genitori biologici, morti suicidi nel Tevere, compiendo uno straordinario e commovente
viaggio dentro di sé e dentro la storia di quegli anni, gli anni sessanta. Con la finezza e l’eleganza del suo essere poeta, Calandrone ci narra la sua emozionante e insieme coinvolgente indagine e ci offre toccanti pagine di bella scrittura.


Giuseppe Lupo, Tabacco clan (Marsilio) L’occasione di un matrimonio torna a riunire in un hotel del Lago Maggiore il vecchio clan che studenti fuori sede avevano costituito qualche decennio prima a Milano; fra frizzi, lazzi e un po’ di nostalgia Giuseppe Lupo riesce efficacemente a far ruotare all’indietro la moviola del tempo e a far rivivere sogni e problemi
della gioventù

Matteo Nucci, Sono difficili le cose belle (HarperCollins)
L’autore sposta la materia del nostos dal mito alla favola. A questa appartengono due personaggi archetipici, una nonna e una bambina, che vivono una e straordinaria personale odissea percorrendo lo spazio sognato e desiderato del ricordo, dell’attaccamento alle persone e alle cose che non ci sono più e che non smettono di lasciarci. Un racconto delicato e pieno di suggestioni filosofiche e letterarie mediate dallo sguardo ora ingenuo ora ironico delle protagoniste. La singolarità dell’operazione letteraria di Matteo Nucci
valica lo spazio del romanzo e nel racconto “L’astuccio”, messo in coda al romanzo stesso, lo scrittore riporta il nostos in Grecia e dentro la dimensione intimistica.

La Commissione, inoltre, ha voluto assegnare un’onorevole menzione speciale a Veronica Tomassini per l’opera L’inganno (La nave di Teseo), con la seguente motivazione:
Ultimo d’una serie di romanzi che hanno imposto Veronica Tomassini all’attenzione della critica più sensibile all’innovazione espressiva e al coraggio nell’indagare temi e ambienti off limits, L’inganno racconta una ricerca impossibile di verità e di felicità che sfiora perfino la sfera del Divino ma per ripiombare in una desolante realtà che l’ha resa, assieme all’amore, ingannevole miraggio.

Infine la Commissione ha assegnato alla Casa editrice “Le Fate” di Ragusa il Premio per l’editoria indipendente “Arnaldo Lombardi”, sia per l’interessante catalogo, sia per la qualità culturale ed editoriale delle edizioni.

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